Marco Rampoldi porta in scena, in forma di diario, lo sconvolgente racconto che uscito nel 1958 è stato considerato uno dei capolavori della letteratura e premiato come miglior racconto dell’anno
Protagonista è Charlie Gordon, un inserviente con una disabilità mentale, che è cosciente di non essere intelligente quanto gli altri ma sogna di diventarlo, anche perché costantemente vessato dai colleghi per i suoi limiti. Acconsente quindi, a diventare la prima cavia umana per un’intervento chirurgico che ha già aumentato artificialmente l’intelligenza di un topo di nome Algernon. Charlie diventa sempre più intelligente diventando a poco a poco un genio. La sua nuova capacità di ragionamento gli permette però di acquisire un’inquietante consapevolezza.
Fiori per Algernon è un racconto estremamente emozionante, che pone però degli importanti interrogativi su quali siano i limiti che la ricerca scientifica si deve imporre, interpretato magistralmente da Claudio Moneta.
Di Daniel Keyes
Regia di Marco Rampoldi
Con Claudio Moneta
E le voci di Luca Bottale e Roberta Petrozzi